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La banca del Tempo Altrotempo

Nel contesto della società in cui viviamo, possiamo affermare che il tempo è diventato una risorsa preziosa e strategica, da investire con attenzione, da valorizzare anche attraverso nuove modalità. La Banca del tempo può essere una di queste, sia per le implicazioni culturali che per quelle materiali e organizzative.
L’idea di base della Banca del Tempo è la possibilità di uno scambio del tempo paritario tra le persone, fondato sul fatto che gli individui sono portatori di bisogni ma anche di risorse. I principali vincoli che incontra la banca sono culturali: la nostra società tende a legittimare determinati usi del tempo e non altri. Il tempo a cui comunemente viene dato valore è in primo luogo quello acquistato attraverso un esborso di denaro o quello che viene prestato da altri, in genere parenti prossimi, a cui viene attribuita fiducia e senso di responsabilità. Se questo è il senso comune, è evidente che gli scambi di tempo alla pari devono essere sostenuti da forti iniziative culturali.
La Banca del tempo fa riferimento a finalità ed azioni in un certo senso già presenti nell'esperienza sociale quotidiana: pagare le nostre bollette insieme a quelle di altri; offrire un trasporto in auto ad un'altra persona che ne è priva; andare a prendere al nido il proprio bambino insieme a quello dei vicini; annaffiare le piante agli amici in vacanza; aiutare a preparare una cena; sistemare un orlo ad un abito, e altro ancora. Nonostante ciò, dare visibilità, legittimità, senso positivo e organizzazione a queste e altre attività non è semplice né alla portata di qualsiasi contesto. I bisogni e i piaceri depositati nella Banca del tempo appartengono alla sfera delle relazioni di buon vicinato. Sono cioè azioni semplici di solidarietà tra individui che abitano nello stesso palazzo, nella stessa strada o piazza, nello stesso quartiere, i cui figli frequentano lo stesso asilo o la stessa scuola.
Il tipo di prestazione oggetto degli scambi permette alla banca del tempo di essere una associazione libera da vincoli morali, etici o anche solo affettivi: ad es. non è richiesto un volontariato attivo come accade nelle associazioni di volontariato classiche.
La Banca del tempo vuole ricostruire una rete di solidarietà tra persone e offre una soluzione alle necessità derivanti dalle piccole esigenze della vita quotidiana che il mercato non considera e la cui soddisfazione può essere impossibile o implica enormi difficoltà organizzative. Consente inoltre di ricostruire relazioni tra diverse generazioni, favorendo la trasmissione di esperienze e saperi tra i diversi aderenti alla banca.
E' opportuno sottolineare come attraverso la banca del tempo sia possibile creare un clima positivo e sviluppare una sensibilità tra i cittadini in merito al valore sociale del tempo che può essere una base utile anche per progetti di modifica degli orari e più in generale per il "Piano di coordinamento dei tempi, degli orari e degli spazi della città".
Per quanto riguarda la parte operativa, la Banca del tempo è un istituto di credito molto particolare. Presso il suo sportello non si deposita denaro e non si riscuotono interessi. Nella Banca del tempo si deposita la propria disponibilità a scambiare prestazioni con altri aderenti usando il tempo come unità di misura degli scambi.
La Banca del tempo è regolata dal principio dello scambio. Scambio di tempo contro altro tempo e di prestazioni contro altre prestazioni con una condizione di completa parità tra le persone. Il tempo offerto e richiesto ha lo stesso valore indipendentemente dalla condizione sociale, economica o professionale di coloro che aderiscono.
A ciascuno degli aderenti viene intestato un conto corrente e dato un libretto di assegni. Entrambi sono sottoposti a un controllo periodico dalla Segreteria, per evitare che si vada in rosso oppure che ci siano depositi troppo alti.
L'adesione è volontaria e l'unico obbligo che ne deriva è quello di rendere il tempo ricevuto. Per far vivere la Banca è necessaria, di tanto in tanto, una ricapitalizzazione del tempo da parte dei correntisti e la raccolta di nuovi aderenti.
Una parola chiave della Banca del tempo potrebbe essere "contemporaneità": non sottintendendo che si dà e si riceve subito, ma che questa è l'intenzione di chi aderisce. Chi entra nella Banca deve essere un soggetto autonomo; capace di trovare in sé stesso ciò che può offrire sia di riconoscere e definire il proprio bisogno.